{"id":32,"date":"2014-04-11T11:27:53","date_gmt":"2014-04-11T09:27:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sugherificiocastello.com\/?p=32"},"modified":"2014-06-11T09:36:08","modified_gmt":"2014-06-11T07:36:08","slug":"la-storia-del-sugherificio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/la-storia-del-sugherificio\/","title":{"rendered":"la storia  del sugherificio"},"content":{"rendered":"<p>Una attivit\u00e0 caratteristica dell&#8217;appennino reggiano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>C &#8216;e una attivit\u00e0 che caratteriz\u00acza 1&#8217;appennino reggiano in un modo pressoch\u00e8 unico in Italia, ma nonostante questo non \u00e8 conosciuta e valorizzata quanto meri\u00acterebbe: si tratta della lavorazione del sughero, una tradizione artigia\u00acnale che risale a1800 e che affonda le sue radici in usanze molto anti\u00acche, e nella caratteristica ancestrale del crinale tosco-emiliano: quella di essere un territorio di passaggio. Ora questa attivit\u00e0 antica viene finalmen\u00acte premiata con un apposito bando per le imprese del Gal Appennino Reg\u00acgiano e con l&#8217;annunciata realizza\u00aczione del museo del sughero per la prossima estate, a Cervarezza. Un giusto premio per quelle aziende che ancora oggi proseguono la tradizione. Sono diverse, e tra queste una che ha\u00a0storicamente la sua sede in Comune di Castelnovo, da diversi anni sita a C\u00e0 Perizzi: si tratta del Sugherificio &#8220;II Castello&#8221;, dei fratelli Piero ed Afro Boni. Una realt\u00e0 pressoch\u00e8 uni\u00acca per la completezza del ciclo inter\u00acno di lavorazione della materia prima. Raccontano Piero ed Afro:&#8221;Quella legata al sughero \u00e8 una attivit\u00e0 che nel nostro appennino risale al1800, ed ha avuto il suo nucleo storico a Cerva\u00acrezza: si form\u00f2 un piccolo compren\u00acsorio che in Emilia Romagna, ma praticamente in tutto il nord Italia, non ha ancora oggi eguali, se si esclu\u00acde la Sardegna<\/p>\n<p>che produce anche la materia prima.<\/p>\n<p>Da noi invece la mate\u00acria prima arrivava dalla maremma, dove i pastori si recavano per la tran\u00acsumanza. Con la disponibilit\u00e0 di sughero a Cervarezza si iniziarono ad intagliare i tappi: si faceva per\u00acch\u00e9 le rendite dell&#8217;agricoltura era\u00acno minime, e quindi per arrotondare si realizzavano questi pezzi, tagliati a mano, di forma irregolare, pressoch\u00e8 ottagonale, chiamati &#8220;i quadretti&#8221;. Poi si caricavano in un sacco e si andava\u00acno a vendere in citt\u00e0, spesso a piedi. Nostro nonno cominci\u00f2 cos\u00ec, lui al\u00acl&#8217;inizio del `900, poi proseguirono nostro padre e nostro zio. Nel 1968 abbiamo trasferito la lavorazione Casa Perizzi, e poi nel &#8217;90 abbiamo costituito l&#8217;attuale Snc.&#8221; In pi\u00f9 di 100 anni di attivit\u00e0 familiare \u00e8 ovvio che i metodi di lavorazione sono mol\u00acto cambiati, ed oggi si fatica a capire quanti passaggi stiano dietro un semplice tappo. &#8220;Dagli anni &#8217;60 \u00e8 stata introdotta la prima innovazione tecnologica, fino ai macchinari alta\u00acmente complessi che usiamo oggi, ma il bello del lavoro \u00e8 che la base artigianale, l&#8217;esperienza personale re\u00acstano ancora, e dovr\u00e0 sempre esserci la mano dell&#8217;uomo per visionare e selezionare la materia prima ed il pro\u00acdotto finito&#8221;. Oggi con il mercato globale \u00e8 cambiata anche la prove\u00acnienza della materia prima: &#8220;I forni\u00actori principali sono la Spagna ed il Portogallo, dove si concentra 1&#8217;80% della produzione mondiale di sughe\u00acro.<\/p>\n<p>Ci sono foreste di grandissima estensione, molto curate e dove tra l&#8217;altro vive una fauna variegata: quel\u00acla selvatica, con animali rari come la lince iberica, e quella addomesticata, come i maiali che pascolano liberi e dai quali si ricava il famoso prosciutto spagnolo &#8220;pata negra&#8221;. Fa piacere pensare che l&#8217;industria del sughero alimenta un ecosistema di questo tipo: anche perch\u00e9 v\u00e0 detto che la quercia da sughero non viene intaccata dal prelievo dello strato di cortec\u00accia: nel giro di 10 anni la riforma allo stesso livello. Quando la materia pri\u00acma arriva qui in ditta, dopo essere stata ovviamente selezionata. viene avviata ad una lavorazione che richie\u00acde circa due anni prima di realizzare il tappo finito. C&#8217;\u00e8 infatti un anno e mezzo di stagionatura del sughero, e poi la bollitura, che rende la cortec\u00accia pi\u00f9 morbida e quindi lavorabile. Poi c&#8217;\u00e8 la fustellatura, ovvero il ta\u00acglio in strisce dello spessore del tap\u00acpo, da cui poi vengono tagliati una serie di cilindri, del calibro che il cliente richiede. Poi questi vengono lavati e sterilizzati per passare alla scelta qualitativa in base alle vena\u00acture e alle spugnosit\u00e0, perch\u00e9 ricor\u00acdiamoci sempre che si tratta di un prodotto naturale&#8221;.<br \/>\nUltimamente nel mercato del vino ci sono aziende che si rivolgono al tappo di plastica per il loro prodotto, ma il tappo di sughero resta ancora un importante indice di qualit\u00e0. &#8220;II tappo di plastica \u00e8 una soluzione che permette un rispar\u00acmio, ma il sughero per il vino resta un valore aggiunto: permette una micro ossigenazione indispensabile per la sua maturazione. Ci sono diffe\u00acrenze molto nette: un grande vino non pu\u00f2 prescindere da un tappo di sughero che consenta di affinarsi in bottiglia anche per anni. Alcuni gran\u00acdi nomi della nostra enologia che ave\u00acvano provato la strada del tappo in plastica infatti sono ben presto tornati indietro&#8221;. Anche quello del sughero, come ormai ogni produzione, \u00e8 un settore competitivo: &#8220;Per vincere que\u00acsta competizione-concludono Afro e Piero-noi puntiamo sul ciclo tradizio\u00acnale, alla quale abbiamo applicato dei macchinari molto moderni, alcuni di nostra progettazione, che ci consen\u00actono, con un organico che conta tre soci e quattro addetti, di fare la produzione che grandi aziende spa\u00acgnole fanno con centinaia di dipen\u00acdenti.<\/p>\n<p>Entro l&#8217;anno partiremo an\u00acche con la produzione dei tappi co\u00acsiddetti &#8220;agglomerati&#8221;, ovvero rea\u00aclizzati con i resti della lavorazione primaria, sminuzzati e poi ricompat\u00actati con dei collanti. Si tratta dei tappi caratteristici per gli spumanti ad esem\u00acpio: una volta avviata questa linea saremo l&#8217;unica ditta nell&#8217;Italia penin\u00acsulare ad avere il ciclo di lavorazione completo. Attualmente i produttori italiani per gli agglomerati ad esem\u00acpio si devono rivolgere all&#8217;estero&#8221;. Il mercato del sugherificio &#8220;II Castello&#8221; conta acquirenti tra i grandi produtto\u00acri vinicoli del nord Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div style=\"line-height:25px;font-family:verdana; color:#057368; font-size:30px\">Una attivit\u00e0 caratteristica dell&#8217;appennino reggiano<\/div>\n<p><strong>clicca sull&#8217;immagine per leggere l&#8217;articolo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":107,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/FOTO-COPERTINA-TAPPI-MODIFICATA.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44,"href":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32\/revisions\/44"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/107"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sugherificiocastello.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}